L’epilessia è una patologia neurologica che colpisce il cervello e il sistema nervoso. L’epilessia è considerata un “”disturbo dello spettro”” perché presenta numerose cause e diversi tipi di crisi la cui gravità e impatto possono variare da persona a persona, con una serie di patologie coesistenti.
Le persone con epilessia hanno la tendenza a manifestare crisi frequenti, che causano un’ampia gamma di sintomi, da irrigidimento o fissare il vuoto fino a scosse o movimenti incontrollati. Le crisi epilettiche hanno origine nel cervello e sono causate da un’alterazione dell’attività elettrica cerebrale. Altri tipi di crisi, come quelle causate da ipoglicemia o da problemi cardiaci, non sono crisi epilettiche vere e proprie.
Quali sono i principali tipi di epilessia?
a) Epilessia focale Quando le crisi si originano da una sola metà del cervello, come nelle crisi focali con consapevolezza preservata e nelle crisi focali con compromissione della consapevolezza.
- Crisi focali senza perdita di coscienza note anche come crisi focali “con consapevolezza preservata”, durante le quali si rimane consapevoli di ciò che accade intorno e non si perde coscienza. I sintomi possono includere scosse involontarie di un braccio o di una gamba e sintomi sensoriali quali formicolio, capogiri e visione di luci lampeggianti.
- Crisi focali con compromissione della consapevolezza durante queste crisi la consapevolezza o la coscienza risultano alterate. Il corpo tende a compiere movimenti involontari, come schioccare le labbra, agitare le braccia o emettere suoni casuali, oppure si può semplicemente fissare il vuoto.
b) Epilessia generalizzata Quando si manifestano diverse crisi generalizzate, che iniziano in entrambi gli emisferi del cervello. Possono includere crisi di assenza, miocloniche, atoniche, toniche e tonico-cloniche.
- Crisi tonico-cloniche Sono le crisi tipicamente associate all’epilessia. Presentano due fasi e in generale durano complessivamente da uno a tre minuti. Se una crisi dura più di cinque minuti, è importante richiedere assistenza medica. La prima è la fase “tonica”, in cui si perde coscienza, ci si irrigidisce e si cade a terra. Nella seconda fase (“clonica”), gli arti presentano scosse ripetute e la respirazione può essere compromessa, potendo causare una colorazione bluastra attorno alla bocca. Talvolta si può mordere la lingua o perdere il controllo della vescica e dell’intestino.
- Crisi toniche A seconda dell’area del cervello in cui la crisi ha origine, si possono irrigidire i muscoli di una parte del corpo o del corpo intero, rendendo il corpo rigido. Se ciò avviene mentre si è in piedi, si può cadere a terra. Sono crisi brevi e generalmente durano meno di 20 secondi.
- Crisi atoniche Durano solo pochi secondi, ma hanno un effetto marcato poiché causano un’improvvisa perdita del tono muscolare. Questo può provocare la caduta a terra oppure la caduta in avanti della testa e il cedimento delle ginocchia.
- Crisi di assenza Questo tipo di crisi dura solitamente fino a 10-15 secondi e colpisce principalmente i bambini. I sintomi includono battito accelerato delle palpebre, lievi scatti del corpo e fissare il vuoto come in un sogno ad occhi aperti.
- Crisi miocloniche Queste crisi sono molto brevi, durano solo una frazione di secondo, pertanto la coscienza generalmente non viene compromessa. Causano scatti improvvisi o contrazioni che possono interessare parte del corpo o la sua totalità. Le crisi miocloniche possono essere lievi o più intense, simili a una scossa elettrica.
Una volta diagnosticata l’epilessia, è disponibile una gamma di trattamenti che include farmaci, interventi chirurgici e terapie di stimolazione. Sebbene normalmente l’epilessia non possa essere debellata completamente, con il trattamento corretto molte persone riescono a tenere sotto controllo le crisi o addirittura a interromperle completamente.
Farmaci.
La maggior parte delle persone con epilessia assume farmaci antiepilettici (AED) per aiutare a controllare le crisi modificando i livelli chimici nel cervello. Gli AED sono efficaci per circa sette persone su dieci affette da epilessia. Se il primo farmaco antiepilettico non è efficace, i medici possono provare alternative o una combinazione di diversi tipi per trovare la soluzione più adatta al paziente.
I farmaci per l’epilessia sono disponibili sotto forma di capsule, liquidi, compresse e sciroppi e vengono solitamente assunti quotidianamente. Eventuali effetti collaterali derivanti da questi farmaci devono essere sempre esaminati con un medico o un farmacista.
I farmaci per l’epilessia possono anche interagire con altri medicinali, pertanto devono essere sempre assunti sotto la supervisione del proprio medico.
Mantenere la calma e cercare di rassicurare le persone circostanti.
Controllare l’ambiente circostante: se la persona non è in pericolo immediato, non spostarla. Allontanare gli oggetti vicini (ad es. mobili) per prevenire lesioni. Annotare l’ora di inizio della crisi. Proteggere la testa posizionando qualcosa di morbido al di sotto se la persona è caduta a terra.
- Non immobilizzare la persona né cercare di fermarne i movimenti.
- Non inserire nulla in bocca.
- Chiedere agli astanti di allontanarsi per garantire alla persona spazio e privacy.
- Al termine della crisi, posizionare delicatamente la persona in posizione laterale di sicurezza e verificare che la respirazione torni alla normalità. Controllare attentamente la bocca per assicurarsi che nulla ostruisca le vie aeree (ad es. cibo o protesi dentarie). Se la respirazione rimane difficoltosa, chiamare un’ambulanza.
- Preservare la dignità della persona: in caso di perdita di controllo della vescica, gestire la situazione con discrezione e nel modo più riservato possibile.
- Rimanere con la persona fino al completo recupero e fornire rassicurazioni con calma e dolcezza.
- Non somministrare cibo o bevande finché la persona non è completamente vigile e ripresa.
- Chiamare un’ambulanza se:
- Si tratta della prima crisi nota della persona.
- La persona ha riportato gravi lesioni durante la crisi.
- La persona presenta difficoltà respiratorie dopo il termine della crisi.
- Le crisi si susseguono continuamente senza che la persona si riprenda tra una e l’altra.
- La crisi dura più del solito (ad es. oltre due minuti in più rispetto alla durata abituale).
- Non si conosce la durata tipica delle crisi della persona.
Link internazionali
- Lega internazionale contro l’epilessia (ILAE)
- Ufficio internazionale per l’epilessia (IBE)
- OMS
- Epilepsy Society
- Epilepsy Foundation
- Danny Did Foundation
Spagna
Regno Unito
- Epilepsy Society
- Epilepsy Action
- Young Epilepsy
- Epilepsy Research
- Epilepsy Scotland
- Epilepsy Ireland
- Mersey Region Epilepsy Association
- The Brain Charity
Germania
- Deutsche Epilepsievereinigung e.V.
- Deutsche Gesellschaft für Epileptologie
- Stiftung Michael
- Regionale Gruppen für die Unterstützung bei Epilepsie
- Informations- und Beratungsstelle Studium und Behinderung (IBS)
- Deutsche Gesellschaft für Neurologie e.V.
- Gesellschaft für Neuropädiatrie e.V.
- Centri di trattamento
- EMDB – EPILEPSY MOVIE DATABASE
- Infotool für Familien – Bundesministerium für Familie, Senioren, Frauen und Jugend
- Deutscher Verband für Kavernome e.V.
- Gruppi di supporto
- Centri di consulenza per l’epilessia